Home » De Vincenzi e il mistero di Cinecittà by Augusto De Angelis
De Vincenzi e il mistero di Cinecittà Augusto De Angelis

De Vincenzi e il mistero di Cinecittà

Augusto De Angelis

Published
ISBN :
Paperback
164 pages
Enter the sum

 About the Book 

Il primo detective allitaliana, il Commissario De Vincenzi, indaga tra divi e divette dei telefoni bianchi. «Soffusamente erotico, un testo da precursore: storia di delitti in serie, ossessivi, da serial killer» (Beppe Benvenuto).Le date dei romanziMoreIl primo detective allitaliana, il Commissario De Vincenzi, indaga tra divi e divette dei telefoni bianchi. «Soffusamente erotico, un testo da precursore: storia di delitti in serie, ossessivi, da serial killer» (Beppe Benvenuto).Le date dei romanzi polizieschi di Augusto De Angelis, dal 35 al 44, cadono tutte in unepoca che non amava il giallo. Genere «tecnico» di narrazione, manovrabile a piacimento, vi si potevano imporre regole restrittive senza tanto intaccarne «larte»: per esempio, come fece il Minculpop, si potevano richiedere ambienti esotici, protagonisti stranieri o in qualche modo già segnati dal vizio, trionfo immancabile della giustizia, infallibilità dellinvestigatore. Regole alle quali De Angelis si atteneva senza sforzo, perché padrone assoluto del mestiere. Ma più che piegarsi, si capisce che vi adattava il suo straordinario talento letterario, sicché il prodotto finale è lontanissimo per qualità a quelli suoi contemporanei, che portano laroma inconfondibile della imitazione mal riuscita. Tanto da poter dire che con De Angelis siamo nella prima fucina del «giallo allitaliana», alle prime anticipazioni di quel fenomeno letterario che esploderà in tutto il suo fulgore negli anni del boom economico, così lontani da lui. E lo si vede prima di tutto nella scelta del protagonista fisso delle sue avventure, De Vincenzi, commissario, degli uffici tra Roma e Milano, ma colto, pensoso, incline a una qualche forma di malinconia dalle origini enigmatiche, prototipo dell«umanesimo» che caratterizza tanti investigatori allitaliana. E dallandamento sinuoso, liquido quasi delle sue storie, che si complicano infiltrandosi in ogni spazio possibile, degli ambienti, della psicologia dei personaggi, del tempo narrativo, ad anticipare ancora una volta la cura della scenografia propria della scuola italiana. E infine lo si vede dal sapore teatrale della sua organizzazione narrativa: «teatro in giallo» è stato definito il suo lavoro, che porta il gusto di commedia così caratteristico dei suoi successori. Il mistero di Cinecittà, il terzo romanzo pubblicato da questa casa editrice, capolavoro del genere, «è soffusamente erotico», come dice nella sua Nota Beppe Benvenuto, «quasi un testo da precursore: storia di delitti in serie, ossessivi, da serial killer».